I consigli della nostra nutrizionista
Dr.ssa Carla Grassano
Un corretto stile di vita
Un corretto stile di vita, una corretta alimentazione e la costante attività fisica rappresentano la migliore prevenzione per le patologie cardiache e dismetaboliche e sono fortemente consigliati in tutti i soggetti, in particolar modo a coloro che hanno trascorsi di cardiopatia.
Inoltre nei soggetti con conclamata cardiopatia o dismetabolismo un corretto peso corporeo, il contrasto dei fenomeni aterosclerotici e dell’ipertensione arteriosa e una corretta somministrazione farmacologica aiutano a migliorare in modo importante la qualità della vita.
Ma che regime alimentare è corretto per il cardiopatico / dismetabolico?
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito che obesità e sovrappeso, dopo il fumo, predispongono alle malattie croniche di natura cardiovascolare e metabolica (principalmente ipertensione, dislipidemie, diabete mellito di tipo 2). Avere un buon equilibrio alimentare può contribuire a ridurre i rischi associati alla salute.
La difficoltà principale consiste nel mangiare meno, in modo corretto e mantenere un livello di attività fisica adeguato alle raccomandazioni internazionali.
Ad oggi, la dieta mediterranea, a cui si ispira la piramide alimentare, costituisce ancora il fondamento di un’alimentazione sana ed equilibrata.
Anche la distribuzione dell’apporto energetico nell’arco della giornata risulta fondamentale per il controllo del peso corporeo: la colazione, per quanto possibile, dovrebbe prevedere un buon apporto proteico, oltre a carboidrati e grassi; il pranzo ideale dovrebbe contenere modiche quantità di tutti i macronutrienti, privilegiando il più possibile cereali integrali, pseudocereali, verdure crude e cotte di stagione, carne e pesci poco conditi e cucinati in modo leggero, facendo sempre attenzione alle porzioni. La cena, invece, dovrebbe essere molto leggera per garantire una corretta digestione e un buon riposo notturno.
Per prevenire patologie occorre:
Secondo le raccomandazioni dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (CREA), per prevenire patologie cardiovascolari e metaboliche occorre:
- Aumentare il consumo di frutta fresca, verdure e ortaggi di tutti i tipi, privi di grassi e ricchi di vitamine, minerali e fibre.
- Aumentare il consumo di legumi, come fagioli, piselli, ceci, fave e lenticchie.
- Aumentare il consumo di pesce. L’effetto protettivo è dovuto al tipo di grassi contenuti nel pesce (omega-3) che riducono il rischio di malattie cardiovascolari. Mangiare pesci ad alto contenuto di grassi polinsaturi anche due o tre volte alla settimana.
- Privilegiare gli oli vegetali, in particolare l’olio extra-vergine di oliva e gli oli di semi (di lino soprattutto), limitando il consumo di grassi di origine animale come il burro, il lardo, lo strutto e la panna, che contengono elevate quantità di grassi saturi. Ricordare che gli oli hanno un alto valore energetico, quindi è bere controllare le dosi.
- Privilegiare le carni magre, come pollo e tacchino (senza pelle), vitello e coniglio, limitando il consumo di carni rosse e grasse, come maiale, oca, anatra. È buona norma eliminare il grasso visibile e non raccogliere il grasso di cottura. È preferibile la cottura alla griglia, alla piastra o al vapore, limitando tutti i piatti che necessitano di salse ricche di grassi. Non consumare carne tutti i giorni.
- Limitare il consumo di insaccati, come salsicce, wurstel, salame, mortadella. Preferire i salumi magri, come prosciutto crudo, speck, bresaola, ricordando comunque che possiedono un alto contenuto di sale.
- Limitare il consumo di formaggi, preferire i formaggi freschi a basso contenuto di grassi (come la ricotta di mucca). I formaggi non vanno mangiati alla fine del pasto, ma vanno considerati sostitutivi della carne o del pesce.
- Ridurre il consumo di zuccheri, in qualsiasi forma, dagli snack alle bevande zuccherate. Preferire la frutta al dolce ed evitare i succhi di frutta perchè apportano inutilmente zuccheri.
- Limitare il consumo di sale, sostituendolo con spezie ed erbe aromatiche. Prestare attenzione al sale contenuto nei cibi confezionati (formaggi, pane, cibi in scatola, insaccati, alimenti conservati sotto sale, sott’olio o in salamoia).
- Controllare il consumo di bevande alcoliche: non più di 2 bicchieri di vino al giorno per gli uomini e 1 per le donne.
ATTIVITA’ FISICA PER CARDIOPATICI E DISMETABOLICI
L’attività fisica, come la dieta, svolge un ruolo fondamentale, preventivo e terapeutico in caso di patologie cardiovascolari e dismetaboliche.
Prima cosa e di vitale importanza prima di iniziare una adeguata attività fisica è una prova da sforzo con E.C.G. ed ECOCARDIOGRAMMA così che il cardiologo possa dare l’idoneità alla pratica, oltre a rilevare le corrette soglie di lavoro.
Per cardiopatici e dismetabolici l’attività fisica prescritta è un farmaco e come tutti i farmaci deve essere assunta regolarmente e con le giuste dosi, così che non risulti dannosa e controproducente. Per tale ragione risulta fondamentale che il paziente venga sempre monitorato durante l’attività da uno specialista Laureato in Scienze Motorie con specializzazione in Attività Preventiva ed Adattata.
Le attività fisiche consigliate sono quelle aerobiche: camminare, pedalare, correre, nuotare da scegliere in funzionale della patologia e della gravità della stessa. La frequenza deve essere almeno a giorni alterni, quindi 2/3 volte alla settimana e la durata non inferiore ai 30 minuti. L’intensità, ad esempio se camminare piuttosto che correre, deve essere decisa dal medico specialista, in funzione delle condizioni cardiovascolari del soggetto e tale indicazione deve essere rigorosamente rispettata.
IL PERCORSO
A FisioMediLab troverai solo Laureati in Scienze Motorie con specialità in Attività Preventiva ed Adattata formati per monitorare costantemente l’attività del cardiopatico e del dismetabolico.
Come? Utilizzando cardiofrequenzimetro durante la pratica e monitorando la pressione del paziente tramite apposito sfigmomanometro. Questi accorgimenti consentono di lavorare sempre in totale sicurezza e non affaticando esageratamente il paziente.
Prima di inziare l’attività, inoltre, il paziente viene sottoposto a specifici test funzionali per comprendere le sue reali capacità fisiche, così da impostare obiettivi raggiungibili e condivisi.
Il risultato di un’attività costante e ben curata è un importante benessere psicofisico nel breve periodo, oltre alla tranquillità di svolgere attività sportive o di vita quotidiana in totale serenità.
